L’evoluzione dello shopping: dall’Agorà all’E-Commerce

Ripercorriamo l’evoluzione dello shopping dall’Antica Grecia al Black Friday passando per la signora Snowball e le Fiere Medievali.

Tutto ebbe inizio nell’Antica Grecia e più precisamente nell’Agorà, la piazza principale delle polis cuore di discussioni politiche e filosofiche ed anche cuore di trattative per l’acquisto di spezie, grano, vasi, tessuti e pregiati profumi.
Nell’Antica Grecia solitamente le donne realizzavano gli acquisti mentre gli uomini discutevano di politica, matematica e letteratura. Per assicurare uno scambio equo tre ufficiali monitoravano il commercio del grano controllando costantemente le misurazioni e la qualità dei beni.

Alcuni dei luoghi dove oggi ci si dedica allo shopping hanno radici lontane, come il centro commerciale, il cui antenato, il mercato Traiano risale al tempo dei Romani: un luogo con oltre 150 punti vendita e un settore dedicato alla ristorazione con pietanze e cibi da tutto il mondo.
Nel Medioevo, artisti, musicisti e saltimbanchi venivano impiegati come ‘pubblicità vivente’ per attirare i visitatori nelle botteghe. Durante questo periodo si tenevano delle fiere annuali dove giungevano compratori e venditori da tutto il mondo. Oro e argento erano le valute più utilizzate. Colui che possedeva abbastanza oro poteva comprare tutto ciò che il suo cuore desiderava! Detto con il linguaggio di oggigiorno, erano i primi “Saldi Stagionali”!
Mentre con l’ascesa del consumismo nel periodo rinascimentale, si è affermata la prima forma di marketing personalizzato e di fidelizzazione dei clienti realizzata dai mercati di gioielli e pietre preziose.
Dopo la rivoluzione industriale, con lo sviluppo dei mercati, le leggi della domanda e dell’offerta sono cambiate e hanno acquisito un’importanza sempre maggiore: le persone potevano scegliere i prodotti anche in base al loro prezzo.
La competizione segnò l’inizio del marketing per come lo conosciamo oggi e delle iniziative per attirare il cliente come i codici sconto e le offerte. Il primo coupon risale al 1887 quando un’azienda allora emergente, la Coca Cola, offrì per la prima volta una bevanda gratuita in cambio di un tagliando pubblicato su una rivista.
L’antesignano del commercio elettronico è di sicuro la vendita per corrispondenza: nonostante i primi cataloghi esistessero già dal XV secolo, la moda esplose nel XIX secolo e, in particolare, dal dopoguerra.
In seguito, con l’arrivo della televisione e del telefono e l’inizio dell’era del telemarketing, il commercio entra nelle case dei consumatori. Dagli anni ‘90 che segnano l’esplosione dei centri commerciali al commercio elettronico del 2000 il passo è breve. Il web è ormai considerato un luogo dove cercare le migliori offerte e una varietà di prodotti praticamente infinita e dove si possono acquistare prodotti e servizi in mobilità con il proprio smartphone.
Il 2015 è stato finalmente l’anno dell’e-commerce. Secondo le stime dell’Ecommerce Foundation in tutto il mondo le vendite complessive di beni e servizi online alla fine del 2015 raggiungeranno il valore di 2.100 miliardi di dollari (erano 1.840 nel 2014), arrivando a quota 470 miliardi di euro solo in Europa.
Nel vecchio continente, la popolazione di e-shopper supera i 230 milioni di individui e l’e-commerce ha generato, sia direttamente che indirettamente oltre 2,5 milioni di posti di lavoro. I Paesi europei dove si è acquistato di più? Il Regno Unito (122 miliardi di euro) seguito dalla Germania (70 miliardi) e dalla Francia (56,8 miliardi).
Mentre in Europa il settore protagonista è stato quello dell’abbigliamento e degli articoli sportivi (60%), gli italiani preferiscono acquistare principalmente viaggi e prenotare alberghi (il 42%). E nel nostro Paese sempre più gente si affida all’e-commerce per le compere natalizie: la quota di italiani che quest’anno deciderà di acquistare online almeno un regalo di Natale cresce del 22%, secondo le ultime stime del consorzio Netcomm.

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