L’economia fiorentina: il quadro positivo di fine anno

Le PMI commercio e turismo e la ripresa a singhiozzo. Incubatori di impresa e start up house: al via l’accreditamento

FIRENZE- Nel 2017 l’economia provinciale entrerà nel quarto anno di crescita, proseguendo la fase di moderata espansione che dovrebbe culminare in un incremento del valore aggiunto dello 0,8%, due decimi di punto in più rispetto a una prima stima su come si è chiuso il 2016 (+0,6%). La ripresa, iniziata dalla metà del 2014, favorita in quel periodo da un contesto internazionale più favorevole, nel 2015 ha perso slancio, riguadagnando gradualmente terreno nel corso del 2016. Quadro sintetico di fine anno, a cura dell’Ufficio Statistica e Studi della Camera di Commercio di Firenze, sintetizza l’andamento dei dati fondamentali per comprendere l’evoluzione dell’economia del territorio fiorentino, in particolare illustra il quadro macroeconomico locale, la demografia d’impresa, l’interscambio commerciale con l’estero e le presenze turistiche, la produzione industriale, la domanda di lavoro.

Il quadro tracciato dall’Osservatorio Economico Confesercenti (Consuntivo 30 settembre 2016) lascia intendere che ci possono essere, nel 2017, per Pmi commercio e turismo, tutte le condizioni per recuperare una certa competitività economica dopo anni particolarmente difficili e complicati. Ciò vale soprattutto per le imprese più strutturate e dinamiche, e per quei settori che, anche nell’anno in corso, hanno messo in mostra una certa vitalità. Tra queste, sicuramente, le attività ricettive e della somministrazione che mostrano le performance più positive (bar 3,07%, ristoranti 1,2%, alberghi 0,62%) e anche le imprese che offrono un servizio complessivo di assistenza e “consulenza”: ottici (6,86%), libri (nonostante il digitale, 2,06), fiori (1,84%). Importante e assolutamente degno di rilievo anche il risultato degli agenti immobiliari che, dopo anni molto negativi, rimbalzano al 7, 23%, percentuale questa trainata dalla ripresa, seppure non omogenea del settore. Nonostante il commercio elettronico, un altro settore che sembra risalire la china è quello della moda: abbigliamento 1.08%, calzature e borse 0,3%, biancheria 1,41%. Per quanto infine attiene i territori, per il Chianti (e non poteva essere altrimenti) meglio il food dell’extralimentare; Firenze eccelle nel Turismo e ricettivo; l’area Metropolitana alterna buone e pessime performance a seconda delle categorie merceologiche; il Mugello Valdisieve mostra infine i soliti segnali contraddittori.

La giunta regionale toscana ha approvato le linee guida per l’accreditamento degli incubatori di impresa e le start up house, ovvero quelle infrastrutture individuate come le più adatte per porsi come anello di congiunzione tra ricerca ed aziende, capaci di favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali ed accompagnare e facilitare quella delicata fase che è l’avvio dell’attività di impresa, fornendo uno spazio appropriato ed attrezzato assieme a tutti i servizi utili e necessari. La delibera è stata approvata nel corso dell’ultima Giunta. Gli incubatori di imprese nascono come rete regionale otto anni fa, con l’obiettivo di facilitare lo scambio di buone prassi e far attività di scouting. Se ne contano una dozzina. Le start up house sono invece un progetto pilota che risale al 2010, per offrire appunto una casa a quelle ‘nuove aziende’, spesso fondate e dirette da giovani imprenditori, che nascono da un’idea e cercano sviluppo e fondi sul mercato, potenzialmente capaci di crescere e aumentare in modo esponenziale dimensioni e giro di affari. Incubatori e start up house toscane per essere essere accreditati dovranno fornire servizi immobiliari di base e servizi di accompagnamento e tutoraggio. Le linee guida sono pubblicate sul sito della Regione Toscana. Le domande potranno essere presentate solo per via telematica attraverso il portale di Sviluppo Toscana spa, tra il 1 febbraio e il 31 marzo 2017.

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