Il termine “marketing” che vuol dire tutto e non vuol dire niente

Abbiamo deciso di aggiungere una nuova sezione alla piattaforma Livenet, che avrà ad oggetto un tema sempre più ricorrente sulla rete, sempre più caro agli imprenditori, sempre più discusso tra gli addetti del settore, ma ancora poco chiaro.

Il web ed i social network sono ormai popolati da tempo di personaggi, più o meno addentrati nel settore, che consumano la tastiera e il fiato per inondare la rete di ovvietà, frasi retoriche e magici sistemi che, da un giorno all’altro, possono far guadagnare milioni di euro solo aprendo un blog.

Ognuno, oramai, ha sentito parlare di corsi da migliaia di euro che sono venduti con la speranza di cambiarci la vita con uno, due, massimo tre giorni di frequenza.

Beh, posso affermare che i “miracoli”, soprattutto nel business, non accadono e non ho mai avuto la fortuna di conoscere nessun “guru” capace di infondere magicamente la sua presunta scienza e conoscenza in otto ore in aula.

È sempre utile partire da un presupposto che è inconfutabile: il marketing non è né sarà mai una scienza esatta!

Avere un sito internet non equivale a fare soldi facili, avere una pagina su un social network non porta popolarità da un giorno all’altro, e neanche spendere soldi in campagne sui motori di ricerca è sinonimo di successo.

Purtroppo la strada per il successo, per chi si affaccia per la prima volta in Rete, è più che in salita e, per ottenere risultati, bisogna faticare non poco ed investire consapevolmente tempo e soldi.

Cosa si intende quando si parla di marketing?

È lapalissiano che attorno al termine marketing si nasconde una nube, ad ognuno si accende una lampadina diversa nella mente: chi pensa agli spot in TV, chi alle email che riceve ogni giorno, chi ai 6×3 ed ai volantini, chi a Times Square, chi al Postalmarket (questa per i nostalgici).

Ecco, tutti pensiamo ad un mezzo, ad uno strumento, senza tener in alcuna considerazione cosa dovrebbe esserci alle spalle: una strategia!

Partiamo da quanto affermato da uno dei padri del libero mercato, Adam Smith: “il benessere sociale non dipende dall’altruismo ma dagli impulsi egoistici dei produttori e consumatori che attraverso lo scambio concorrenziale finiscono poi per soddisfare anche l’interesse generale”.

Ecco, dunque, i punti salienti dell’idea di un economia di mercato:

gli individui cercano esperienze gratificanti per loro stessi che li spingono a produrre e lavorare;
quello che è gratificante per un individuo dipende da scelte che variano per cultura, valori, gusti personali, etc;
attraverso lo scambio volontario e concorrenziale gli individui e le organizzazioni realizzano al meglio i loro obiettivi;
l’economia di mercato si fonda sul principio di libertà individuale e di sovranità del cliente riconoscendo anche che gli individui sono responsabili delle loro azioni e quasi sempre in grado di decidere cos’è bene per se stessi.
Dunque, potremmo definire il marketing come Il complesso delle tecniche messe in atto da un azienda per il soddisfacimento del cliente. Questo livello di soddisfazione può essere ottenuto grazie alla proposizione di merci e/o servizi in un dato mercato, nel tempo, luogo e modo più adatti, ai costi più bassi per il consumatore e nello stesso tempo remunerativi per l’impresa. Attraverso questo scambio, l’azienda mira ad ottenere la fedeltà del cliente, finalizzata al raggiungimento di maggiori profitti: si spera quindi di far ripetere l’acquisto e di diffondere un immagine positiva.

Un’azienda che vince sul mercato, dunque, è quella che riesce ad interpretare o, nei casi migliori, a creare le esigenze da parte dei clienti e a soddisfarli nella maniera più profittevole.

Una buona strategia di marketing può essere realizzata solo dopo un attento studio interno all’azienda prima che del mercato.

Prima studio, poi azione… Non è mai una buona idea mettere in atto prima tante azioni (cartellonistica, sponsorizzazioni, telemarketing, …) e poi trarre la linea e contare quanti pesci hanno abboccato.

Come si struttura una strategia? Innanzitutto l’azienda deve avere ben chiaro quale sia l’obiettivo da perseguire e a chi rivolgersi.

Se non si hanno le idee ben chiare su quello che la propria azienda può offrire, se quello che si ha da offrire non soddisfa l’esigenza di un determinato target di clienti e se non si comunica esclusivamente o in via preliminare a quel target, allora si corre il rischio di fallire miseramente.

Ogni obiettivo (più clienti, più vendite, lancio di un nuovo prodotto, eliminazione scorte di magazzino, …) può essere perseguito utilizzando strategie diverse e, soprattutto, canali diversi che hanno tempi di risposta e di ritorno dell’investimento variabili.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *