A2a aspetta Patuano E la Borsa scommette sulla svolta «digitale»

 
Il nuovo presidente potrebbe accelerare su reti digitali e smart city. Mazzoncini sarà ad
Il cambio ai vertici di A2a piace al mercato. La notizia - anticipata da il Giornale, secondo cui i grandi soci di A2a, ovvero i Comuni di Milano e di Brescia, hanno deciso a sorpresa di rinnovare i vertici in scadenza a primavera - ha sostenuto il titolo ieri in una nuova seduta difficile per Piazza Affari. A fronte di un calo del listino dell'1,44%, la multiutility ha chiuso piatta la seduta in area 1,72 euro (-0,7%). Dopo sei anni e due mandati, l'accoppiata Valotti-Camerano si avvia a lasciare il posto a Marco Patuano (ex numero uno di Telecom Italia e di Edizione, holding della famiglia Benetton) e a Renato Mazzoncini, già numero uno di Ferrovie dello Stato con i Governi Renzi e Gentiloni. Mazzoncini sarà ad, Patuano presidente. Le liste per le candidature di tutti i nuovi consiglieri chiudono venerdì, quando saranno ufficializzate, ma i giochi sembrano fatti. Quest'anno, per la logica dell'alternanza, toccava a Milano indicare il presidente di A2a, mentre l'ad è, per statuto, una scelta condivisa. Mazzoncini espressione dei soci bresciani dell'utility sarebbe comunque ben visto anche dal sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala. A Palazzo Marino il confronto sul passaggio di consegne è atteso per venerdì quando Sala incontrerà l'attuale management di A2a. L'arrivo di Patuano è letto da alcuni osservatori come un cambio di prospettiva, anche se la multiutility continuerà a cavalcare i business chiave: rinnovabili, energia e rifiuti, reti e crescita per linee esterne. Tra i dossier aperti ci sono quelli di diverse utilities locali in Lombardia (Gelsia) e in Veneto (Aim Vicenza e Agsm Verona). E la partita con Ascopiave, dove le parti hanno partecipazioni incrociate. Non può passare inosservato, inoltre, il passato di Patuano in Digital Value, integratore di sistemi It attivo da più di 30 anni sul mercato italiano. Ecco, allora, che il futuro presidente potrebbe imprimere una forte accelerazione sul fronte delle reti digitali e lo sviluppo delle smart city, aprendo magari ad alleanze nuove, oltre al mondo delle utility. Il rinnovo dei vertici è letto, inoltre, come una necessità da parte dei due sindaci azionisti, di evitare il consolidarsi all'interno dell'azienda di posizioni di potere. Il presidente Giovanni Valotti e l'ad Valerio Camerano lasciano comunque un'azienda in salute. Secondo i dati preconsuntivi annunciati ieri, nel 2019 A2a ha registrato un mol a 1,23 miliardi, in linea rispetto all'eccellente risultato del 2018, nonostante il venir meno del contributo dei certificati verdi e di altri incentivi per circa 100 milioni. In forte crescita gli investimenti saliti a 627 milioni, +25% rispetto all'anno. La posizione finanziaria netta è di 3,15 miliardi. «Abbiamo chiuso il 2019 con risultati solidi, superiori alle nostre attese - ha commentato Camerano -. Abbiamo inoltre rafforzato le basi della nostra crescita incrementando gli investimenti del 25% rispetto allo scorso anno e realizzando 5 nuove operazioni di crescita esterna».