Coronavirus, Gentiloni sull’Italia: “Flessibilità Ue? Prevista nelle regole”

 
Il messaggio lanciato da Gentiloni va in due direzioni: da una parte il commissario europeo all'Economia ha confermato una certa flessibilità proveniente dall'Europa, dall'altra ha ridimensionato l'emergenza coronavirus
Le attuali regole europee prevedono già delle clausole legate a eventi eccezionali: è questa, in sostanza, la spiegazione che ha dato Paolo Gentiloni in merito alla possibilità che l'Unione europea possa concedere una certa flessibilità ai conti pubblici del nostro Paese a causa dell'impatto del coronavirus sull'economia italiana. Il commissario europeo all'Economia, in conferenza stampa a Bruxelles, ha spiegato che l'epidemia di Covid-19 avrà sicuramente un impatto sull'andamento dell'economia globale ma, nel caso specifico dell'Italia, non ha chiesto o suggerito al governo giallorosso cambi di passo. Parlando in modo più approfondito del nostro Paese, Gentiloni è stato chiaro: “La flessibilità per le politiche di bilancio degli Stati membri di fronte a circostanze eccezionali è già stata utilizzata dal nostro Paese per affrontare i terremoti che hanno squassato l'Italia Centrale ed è prevista dal patto di stabilità”. Questa, dunque, la risposta indiretta alla richiesta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Mario Turco, che in un'intervista rilasciata a Mf si era augurato che l'Ue concedesse flessibilità di bilancio al governo italiano per affrontare l'epidemia di Covid 19. Il messaggio lanciato va in due direzioni: da una parte Gentiloni ha confermato una certa flessibilità proveniente dall'Europa, dall'altra ha ridimensionato l'emergenza perché "alla priorità assoluta della protezione della salute dei cittadini va associato l'impegno a non diffondere panico", responsabile, quest'ultimo, di bloccare le attività economiche "anche quando questo blocco non è ritenuto necessario dalle autorità sanitarie". "In Italia -ha puntualizzato notare ancora Gentiloni- ci sono due zone in cui c'è stata una forte espansione del contagio del coronavirus ma in generale è un paese assolutamente sicuro e non c'è ragione per chiudere flussi turistici. Ora serve coordinarsi tra i vari Paesi per adottare misure anticicliche per evitare le recessione”. Certo, l'economia italiana - che come quella francese, tedesca e giapponese ha avuto un brutto quarto trimestre del 2019 - “avrà comunque i suoi andamenti molto condizionati dall'evoluzione di questa vicenda del coronavirus”.

L'impatto sull'economia del coronavirus

In ogni caso, gli effetti del coronavirus sull'economia si sono in parte già concretizzati. “Due settimane fa – ha specificato l'ex premier italiano - quando abbiamo presentato le previsioni d'inverno, ho detto che il Coronavirus rappresenta un rischio al ribasso, ma che era troppo presto per valutare il peso. Questo resta vero anche oggi, anche se gli ultimi sviluppi ci fanno vedere che già si è concretizzato questo rischio al ribasso. Quindi, avremo un impatto. Ma una valutazione precisa sulle previsioni non è ancora possibile. La situazione evolve molto velocemente. Continueremo a monitorarla". Nonostante lo sfondo del coronavirus, Gentiloni non ha dimenticato di sottolineare come siano tre i Paesi che “presentano squilibri macroeconomici eccessivi” all'interno dell'Ue: Italia, Grecia e Cipro. Ci sono poi nove Stati che presentano “squilibri”: Francia, Germania, Paesi Bassi, Irlanda, Croazia, Svezia, Portogallo e Spagna.
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