Bluff Imu, niente sconto se c’è il portiere

Fatta la legge trovato l’inganno. Un detto che vale anche per il governo Renzi che, dopo aver tolto la Tasi a milioni di italiani (bene), ha anche illuso altrettanti proprietari di immobili promettendo uno sconto del 50% sulla seconda casa se concessa in comodato d’uso a figli e genitori. Unica condizione quella di avere solo due proprietà nello stesso Comune. Ebbene, a oggi, e dunque in assenza di circolari esplicative delle Entrate, basta avere la proprietà dell’alloggio del portiere ripartito tra i vari condomìni, per perdere il diritto alla decurtazione.

Una situazione abbastanza comune soprattutto nei grandi centri dove i palazzi fino a qualche anno fa avevano nella gran parte dei casi un servizio di portineria, mestiere poi ridimensionato dalla crisi, che prevedeva a titolo di retribuzione del portiere anche un appartamento nello stabile. Oggi molti di questi alloggi sono affittati a terzi e la proprietà è divisa tra tutti i condomini. Anche in porzioni molto piccole, e siccome la rendita catastale di queste unità immobiliari è molto basso, spesso il valore effettivo che spetta ai proprietari è risibile.

Buon senso vorrebbe, dunque, che questa proprietà residuale non venisse conteggiata tra gli immobili validi per ottenere l’abbattimento dell’Imu. Così invece non è. Il Governo nella formulazione della legge di Stabilità non ha preso in considerazione questa circostanza.

La Finanziaria per il 2016 riserva infatti l’abbattimento della tassa sulla seconda casa solo a coloro che concedono a un genitore a o un figlio un immobile a titolo gratuito. Questo, a patto che la casa data in comodato sia nello stesso territorio del Comune dell’abitazione principale e che non si possegga un altro immobile.

Ed è questa parte dell’articolo di legge che rappresenta un’autentica fregatura per chi pensava di alleggerire il carico fiscale annuale. Basta possedere un 30esimo o un 40esimo di una piccola casa, se l’alloggio del portiere è in condominio di 30 o 40 appartamenti, per annullare lo sconto. Attenzione. Lo stesso trattamento può valere anche se i nonni hanno lasciato una porzione di terreno non coltivato e con reddito pari a zero. O ancora nel caso che si sia proprietari di un garage che non rientra tra le pertinenze dell’abitazione principale. In molti si sono accorti della trappola celata nella legge di Stabilità, soprattutto i commercialisti ai quali i clienti hanno chiesto nei primi giorni dell’anno di stipulare e registrare i contratti di comodato per usufruire dell’agevolazione fiscale. Una gran confusione che ha portato anche il tema Parlamento nel question time su un’interrogazione proposta dal deputato del Partito Democratico Gian Mario Fragomeli. Che ha ottenuto dal ministero dell’Economia solo un generico rinvio a una circolare in preparazione dal Dipartimento delle Finanze per chiarire gli aspetti interpretativi della norma.

Nell’attesa migliaia di famiglie sono rimaste con l’acquolina in bocca quanto a minori tasse da pagare. Renzi aveva promesso un piccolo sollievo a chi concede l’uso di una casa a un figlio, difficilmente dotato di reddito stabile, ma la realtà si rivelata più amara. Una piccola porzione immobiliare vanifica ogni euforia.

Filippo Caleri

Fonte: www.iltempo.it

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