Addio polizia fiscale L’evasione si batte con le banche dati
Anche il governo Renzi si è reso conto che la guerra agli evasori non si fa con la polizia fiscale, i blitz a Cortina, le ganasce alle pensionate e il controllo degli scontrini al bar. Serve l’intelligenza e gli strumenti tecnologici e informatici che consentono di incrociare dati e scoprire chi nasconde imponibile con un semplice Pc. Una strategia che non getta nel panico i cittadini costretti a celare e a rinviare acquisti e consumi per la paura ingenerata dai redditometri vari propagandati come strumento di soluzione finale del problema dell’evasione. E i cui risultati sono stati riconosciuti ieri dal ministro Pier Carlo Padoan che ha spiegato che «il gettito del recupero dell’evasione fiscale nel 2015 supererà i 14,2 miliardi di euro del 2014».
Il ministro dell’Economia ha anche aggiunto che per gli studi di settore ci sarà una revisione, con una semplificazione e una riduzione nel numero». Tra gli strumenti intelligenti messi in campo c’è l’adozione dello split payment e del reverse charge, quali modalità di fatturazione e versamento dell’Iva, «che hanno portato a un maggior gettito di 2 miliardi netti» ha spiegato il ministro. Mentre la voluntary disclosure ha portato 3,8 miliardi al netto di sanzioni e interessi. Non solo. Nel 2016 l’attuazione della delega fiscale provvederà a introdurre una metodologia di stima dell’economia sommersa fiscale e contributiva, che sarà riportata sul rapporto annuale.
L’impegno del governo nella lotta evasione, ha spiegato Padoan, «va anche oltre i confini nazionali: negli ultimi 2 anni sono stati ratificati 8 accordi bilaterali, già firmati in precedenza, e sottoscritti nuovi accordi bilaterali». Questi accordi «prevedono lo scambio automatico di informazioni, adeguate al più recente standard internazionale in materia di trasparenza fiscale».
«Le principali linee di intervento che il governo ha avviato e si impegna a proseguire, per lotta all’evasione, sono l’analisi del rischio e l’incrocio delle banche dati», ricorda il ministro mettendo definitivamente in archivio le vessazioni da stato di polizia fiscale messe in atto sotto la gestione delle Entrate da parte dell’ex direttore Attilio Befera. L’attività di pianificazione strategica si fonda su una tempestiva e mirata analisi del rischio dei comportamenti dei contribuenti, al fine di individuare elementi che possano indicare una propensione alla non compliance. Il patrimonio in possesso dell’Agenzia delle entrate rappresenta «un fattore fondamentale, anche per quel che riguarda l’impegno ad aumentare la compliance (l’adesione spontenea da parte del contribuente ndr)». A partire dall’identificazione di nuove forme di confronto con i contribuenti,come le comunicazione preventiva. L’Agenzia delle entrate provvederà a sviluppare processi in grado di ridurre l’onerosità degli adempimenti fiscali.
