Come guadagnano gli influencer?

Post sponsorizzati e banner pubblicitari? Preistoria. Oggi l’advertising si è evoluto in chiave social. Come? Semplicemente con quello che un tempo si chiamava passaparola e che oggi, con l’avvento dei social network e la proliferazione di blogger e YouTuber, ha preso il nome di Influence Marketing, la nuova disciplina del web marketing che mette in contatto le aziende con le persone in grado di esercitare una forte influenza su scelte, opinioni e decisioni di acquisto. In una parola, influencer.

Un fenomeno che si sta facendo strada, già da alcuni anni e da qualche tempo sta prendendo piede anche in Italia. Le aziende si sono accorte che non esiste forma di comunicazione più potente della raccomandazione, scegliendo di promuovere prodotti e servizi attraverso i canali online di persone particolarmente influenti.

«Un marchio non è più quello che l’azienda racconta ai consumatori, ma quello che dicono i consumatori sul marchio»dice Luciano Massa, co-fondatore di Show Reel, agenzia tra le prime in Italia a lavorare con youtuber e influencer. «Community, brand e influencer lavorano insieme per uno scopo comune, questo però a patto di rispettare 3 regole fondamentali: trasparenza, credibilità e sostenibilità» continua Massa.

Inizialmente i marchi si sono concentrati su blogger, youtuber e celebrità per divulgare valori e prodotti, ma oggi c’è una nuova ondata di “comunicatori”, che possono avere altrettanto grande impatto: gli appassionati e gli entusiasti, quelli che il sociologo Malcolm Gladwell nel suo famoso libro “Il punto critico” chiama “mavens”: persone che hanno un ottimo bagaglio di conoscenza su uno specifico argomento. Per la serie, tutti possiamo essere influencer, l’importante è avere una buona “massa critica” a cui rivolgersi e una buona reputazione digitale.
Con questo approccio sono nate piattaforme come Buzzoole LoveBy che sfruttano la capacità delle social-star di influenzare il mercato. A volte sono giornalisti e addetti ai lavori. Molto più spesso si tratta di semplici utenti della rete, che su Facebook, Twitter o sugli altri social, sono riusciti a crearsi un ottimo seguito

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