Il grande momento della moda italiana

Si deve al successo di Alessandro Michele a Gucci, che ha ridato centralità alla Settimana della moda facendo parlare anche di nuove aziende innovative

Il 21 settembre è iniziata la Settimana della moda di Milano, Milano Moda Donna, dopo quelle di New York e Londra. Le sfilate che si sono viste a Londra – che solitamente ospita i marchi più innovativi e stravaganti – non ha colpito più di tanto gli esperti e non ha presentato collezioni di particolare impatto. Finora le sfilate di Milano hanno invece soddisfatto le aspettative degli addetti ai lavori, che da due anni guardano con interesse crescente gli abiti delle aziende italiane. La moda italiana – hanno scritto in molti – sta vivendo un periodo di rinascita per le nuove idee che si vedono nelle collezioni: la rivista di moda Business of Fashion ha spiegato perché accade e quali sono le nuove possibilità per gli stilisti emergenti italiani.
Secondo Business of Fashion il merito della ripresa è soprattutto di Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci da gennaio 2015, che ha rilanciato il marchio con uno stile nuovo e molto personale. Michele è considerato una specie di rivelazione nel mondo della moda e non si contano più i ritratti e i commenti entusiasti pubblicati su di lui negli ultimi mesi, tra cui uno lungo e molto approfondito sull’ultimo numero del New Yorker. Lo stile di Michele mette insieme un certo gusto per il vintage – ripescando anche lo stile di Gucci del passato – e un modo eclettico di abbinare colori, tessuti e fantasie: Michele accosta spesso nei suoi capi stili diversi di periodi diversi, creandone uno nuovo e molto personale. La collezione per la primavera-estate 2017 è stata presentata a Milano il 21 settembre.
Per Business of Fashion l’attenzione attirata da Alessandro Michele è stata «una manna» per le altre case di moda italiane e ha riportato la Settimana della moda di Milano alla centralità che aveva in passato (per anni gli unici marchi italiani in grado di attirare molto pubblico alle sfilate sono stati gli storici Fendi, Gucci e Prada). Tra i nuovi stilisti che stanno beneficiando di questa attenzione ci sono Massimo Giorgetti, fondatore del marchio MSGM e direttore creativo di Emilio Pucci, Marco De Vincenzo, che dopo aver lavorato 13 anni da Fendi ha fondato un proprio marchio, e Edgardo Osorio e Ricardo D’Almeida Figueiredo dell’azienda di scarpe fiorentina Aquazzurra. Tutte queste aziende sono in forte crescita: per esempio il fatturato annuale di MSGM è circa 45 milioni di euro, escludendo la linea per bambini.

Il marchio di De Vincenzo sfila a Milano dal 2010 e negli ultimi due anni ha avuto molto successo, soprattutto grazie all’intensa ricerca su materiali e colori. Nel 2014 il gruppo LVMH ha pagato una cifra compresa tra 10 e 20 milioni di euro per una percentuale di minoranza dell’azienda: da allora le vendite si sono triplicate ogni anno. I vestiti di De Vincenzo compaiono spesso sulle riviste di moda e sono indossati da persone famose. Secondo lo stilista la moda è molto cambiata negli ultimi cinque anni: ha iniziato un percorso raffinato di riscoperta della tradizione anziché limitarsi a inseguire le tendenze del momento.

Le vendite di Aquazzurra sono triplicate negli ultimi due anni, portando i ricavi annuali a più di 50 milioni di euro. È una delle aziende di scarpe di lusso in maggiore crescita e capita sempre più spesso di vederle indossate da attrici famose sui red carpet dei festival internazionali.
Tutti gli stilisti di queste giovani aziende hanno raccontato a Business of Fashion di aver faticato molto per imporsi all’inizio: il successo è arrivato soprattutto grazie alla stampa e ai buyers stranieri. Osorio e D’Almeida Figueiredo – il primo è di origine colombiana, il secondo portoghese – hanno avuto molte difficoltà ad aprire un’impresa in Italia e hanno deciso di partecipare alla Settimana della moda di Parigi e non a quella di Milano perché la Camera della Moda chiedeva 15mila euro per farlo.

In generale anche le aziende italiane di haute couture che hanno sfilato, come da tradizione, a Parigi a luglio – Francesco Scognamiglio, Giambattista Valli, Donatella Versace e Pier Paolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri insieme, per Valentino, per l’ultima volta – sono ancora molto apprezzate, mentre i grandi marchi storici continuano a proporre collezioni interessanti e inventive. La sfilata di Prada di febbraio 2016 è considerata una delle più innovative della sua storia; quelle di Moschino, grazie alla creatività dello stilista Jeremy Scott, sono sempre più spettacolari e originali; Versace ha eliminato dalle nuove collezioni gli elementi più ripetitivi del passato. Anche a giugno, durante le sfilate della moda uomo, le collezioni più apprezzate sono state quelle di Prada, Gucci e Giorgio Armani.

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