Lo shopping si fa online, ma piace di più fisico

Gli americani sono ormai convertiti allo shopping online: la stragrande maggioranza acquista qualcosa sul web e lo fa sempre più in mobilità mentre aumenta la quota di chi compra basandosi sui consigli raccolti in ambito social. Ma, a parità di condizioni, una buona maggioranza comprerebbe nel negozio fisico

Che internet abbia cambiato i comportamenti delle persone è evidente e non fa più notizia. L’importante è vedere come, anche perché si può comprendere così che non sempre i comportamenti sono lineari e coerenti. Un’occasione è fornita dall’ultima rilevazione di Pew Research Center sugli atteggiamenti d’acquisto degli americani, che registra come otto americani su dieci si siano ormai convertiti allo shopping online: il 79% ha fatto almeno un acquisto online di qualsiasi tipo, il 51% lo ha fatto in mobilità e il 15% ha comprato fidandosi di consigli arrivati in ambito social. Basti pensare che nella sua prima rilevazione, nel 2000, gli acquirenti sul web erano solo il 22%.
Ma questo non significa che gli americani abbiano voltato le spalle ai vantaggi del negozio fisico: il 64% sostiene che, a parità di condizioni, preferirebbe acquistare prodotti in un negozio. A fare la differenza è ovviamente il fattore prezzo: più o meno la stessa percentuale di americani ha bisogno di una comparazione di prezzi e sceglie la soluzione più conveniente, indipendentemente dal fatto che sia fisica o digitale. Ma, anche se il prezzo è il fattore trainante della scelta, non è l’unico e si affacciano tanti altri elementi, dalla possibilità di comparare i prezzi (86%) all’opportunità di porre domande sui prodotti (84%) e di acquistare da persone conosciute (84%), alla possibilità di provare di persona l’oggetto (78%). E quasi la metà degli americani prende informazioni dal cellulare quando si trova in un negozio.
Fondamentale è anche la possibilità di accedere a recensioni e opinioni quando si acquista un prodotto per la prima volta, anche se quasi la metà di chi legge opinioni sul web ha più di un dubbio sulla affidabilità e sull’oggettività dei giudizi raccolti. Più convinta invece la scelta sui mezzi di pagamento: un quarto degli americani indica che nessuno degli acquisti fatti in una settimana tipica viene fatto in contanti, mentre quasi il 40% non si preoccupa se non ha a disposizione cash.
Anche in Italia lo shopping online fa breccia sempre più e lo conferma anche questa stagione natalizia: secondo le stime degli Osservatori del Politecnico di Milano – eCommerce B2c Netcomm e Innovazione digitale nel retail – gli acquisti online nei mesi di novembre e dicembre valgono oltre 4,5 miliardi di euro, quasi un quarto del valore dell’ecommerce annuo, con una crescita del 18% rispetto a un anno prima. “L’ecommerce da un lato annulla alcune fonti di stress dell’acquisto da negozio fisico e dall’altro permette di accedere a una gamma più ampia di prodotti e a sconti speciali, dedicati al canale”, commentano i direttori dei due Osservatori, Riccardo Mangiaracina e Valentina Pontiggia. Anche in questo caso il prezzo è cruciale, ma non solo quello.
Il traffico sul web intanto si trasferisce sempre di più sulla mobilità, anche in Italia. Stando ai dati ComScore, i minuti trascorsi sul web da desktop sono diminuiti nel 2016 del 21% rispetto a un anno prima, ma dietro la crescita del mobile c’è soprattutto l’ascesa delle app: il tempo passato sulle applicazioni rappresentano più dell’87% del tempo totale sul mobile, e oltre la metà del totale dei minuti digitali in Italia. Per avere un’idea di quello di cui si parla, il totale dei minuti che gli italiani hanno trascorso su app mobile nel solo mese di ottobre ammonta a 49 milioni di giorni, equivalenti a 134mila anni. Vale a dire il tempo che ci riporterebbe indietro al Paleolitico.

FONTE: http://nova.ilsole24ore.com/esperienze/lo-shopping-si-fa-online-ma-piace-di-piu-fisico/

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