Ferragni cambia il modo di influenzare. Il web si scatena: “Dai brand di lusso al cibo”

Il lockdown per coronavirus sta mettendo a dura prova la tenuta economica del Paese.

Con le aziende chiuse in attesa di riapertura e conseguente calo degli investimenti pubblicitari, gli influencer si trovano a dover fare i conti con una riduzione drastica del lavoro. Chi più e chi meno, la crisi ha colpito tutto il settore e se ne ha sentore guardando il profilo di Chiara Ferragni, che in maniera molto furba ha saputo convertire la sua comunicazione. La moglie di Fedez non può certo essere paragonata alla stragrande maggioranza degli influencer che popolano la rete, ma anche il suo lavoro nelle ultime settimane sembra aver radicalmente cambiato direzione.

Se da un lato Chiara Ferragni ha iniziato a promuovere prodotti alimentari, i cosiddetti beni di prima necessità che in questo momento sono gli unici ad avere un mercato florido, dall’altro lato in poche ore ha visto andare sold out la sua ultima capsule collection, una linea di abbigliamento sportivo d’alta fascia. Per una tuta completa della nuova collezione di Chiara Ferragni servono (minimo) 400€ e nonostante questo sul sito è andato tutto esaurito. Da imprenditrice smart qual è, Chiara Ferragni ha portato avanti una campagna di marketing flash di grande successo ma diversi sostenitori hanno mosso qualche critica per il costo eccessivo dei nuovi capi brandizzati con l’iconico occhio. “Si, però 195€ per la felpa, ci sono rimasta molto male Chiara…”, scrive una ragazza che avrebbe voluto acquistare il capo della sua beniamina ma non si aspettava una cifra così elevata. Sono diverse le rimostranze in tal senso, soprattutto perché con il pianeta in lockdown è un’eccezione la mossa commerciale della Ferragni.

C’è chi, poi, è andato anche oltre e ha analizzato l’evoluzione del profilo dell’influencer, evidenziando l’introduzione dei prodotti per la tavolta tra quelli sponsorizzati. Prima d’ora, la comunicazione di Chiara Ferragni si incentrava solamente sui brand del lusso, le cui sponsorizzazioni sarebbero ora anacronistiche. Un’evoluzione necessaria per continuare ad influenzare, che però non è piaciuta a più di qualche suo seguace: “Più che un’influencer da 20 milioni di follower sembri una casalinga disperata. Sei passata dal popolare brand di lusso a un outfit da sciatta, più che tute non si vendono e poi sponsorizzi generi alimentari. Chi l’avrebbe detto, cosa non si fa per guadagnare. Non credi mai che potresti usare il tuo cervello per fare qualcosa di più utile nella vita che spacciare tute e sneakers, per lo più orrende?”

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